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Crisi e alimentazione

Dati statistici

IN CHE MODO LA CRISI ECONOMICA CONDIZIONA L'ALIMENTAZIONE?

Da un sondaggio on line condotto sul sito www.coldiretti.it (Tabella 1) emerge che solo il 18% degli italiani dichiara oggi di fare quotidianamente un pranzo completo (primo, secondo, contorno, dolce e frutta). A farla da padrona sulla nostra tavola è oggi la pasta: in Italia ne sono state consumate nel 2012 oltre 1,5 milioni di tonnellate (per un valore di 2,8 miliardi di euro), con un aumento dell'1,1% rispetto all'anno precedente. Si tratta di un dato che è in controtendenza rispetto al calo generalizzato dei prodotti alimentari registrato nello stesso periodo. Da sottolineare, poi, il forte aumento del consumo di pasta artigianale, ottenuta con grano al 100% italiano. L'italiano ha il primato mondiale nel consumo di pasta: ne consuma tre volte di più di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte di più di un tedesco o di uno spagnolo e ben 16 volte di più di un giapponese.

Con la crisi economica, che ha colpito il nostro Paese dal 2008, si sta verificando un profondo cambiamento nelle abitudini alimentari: il pranzo e la cena non sono più protagonisti indiscussi dei pasti, che, invece, tendono a essere frammentati lungo la giornata. I ritmi di lavoro ed il bisogno di economizzare spingono oggi 7,7 milioni di italiani a portarsi al lavoro il cibo preparato in casa. E, comunque, la distanza tra l'abitazione e il luogo di lavoro (unitamente ad una diversa distribuzione degli orari di lavoro) ha da tempo spinto un numero crescente di italiani a mangiare fuori casa, superando le tradizionali abitudini del pranzo casalingo. Un altro fattore che incide in modo sensibile sulle abitudini alimentari è costituito dall'attenzione posta sulla salute: sono 16,9 milioni gli italiani che dichiarano di seguire una dieta e, di questi, 7,7 milioni dichiarano di farlo regolarmente. Questa tendenza all'alimentazione controllata si concretizza spesso con il "salto" dei pasti principali e spiega, probabilmente, anche perchè siano diffuse forme di trasgressione che ci concretizzano, soprattutto, nelle occasioni in cui si mangia fuori casa in orari insoliti.

Sempre per effetto della crisi economica abbattutasi sull'Europa, gli Italiani hanno ridotto al 57% gli sprechi di cibo. Si tratta di un trend positivo, specie se si pensa che abitualmente nel nostro Paese si perdono oltre 10 milioni di tonnellate di cibo all'anno, nel percorso dal campo alla tavola, con un valore di 37 miliardi di euro (Tabella 2). Una cifra e una quantità enormi, in grado di garantire l'alimentazione a ben 44 milioni di persone. Questa nuova oculatezza negli acquisti si evidenzia anche nella riduzione di alcune categorie di spesa (Tabella 3).

Per quanto riguarda, infine, i luoghi di acquisto dei generi alimentari, l'indagine "Gli italiani e l'alimentazione nel tempo della crisi", realizzatada Coldiretti-Swg, ci informa che, nel 2011, il numero di italiani che ha frequentato i discount è aumentato del 25% rispetto all'anno precedente. Durante lo stesso periodo, al contrario, si è registrata una notevole riduzione (-38%) della persone che hanno frequentato i negozi alimentari tradizionali, mentre sono rimasti stabili i dati relativi ai supermercati. Nel 2012, invece, si è registrata la situazione presentata nella Tabella 4.


















 
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